Città della Cultura della Regione Lazio

Progetto a cura di:

ARTENA

Cenni storici

 

Lo sperone calcareo che si incunea prepotentemente fra due doline carsiche, a dominare l'intera Valle Latina, è - natura locis -  la preponderante caratteristica della cittadina di Artena. Sul punto più alto di questo sperone calcareo, il Piano della Civita, gli antichi progenitori intorno all’VIII sec. a.C., edificarono una città a cui ancor oggi non si riesce a dare un nome.

La Città medievale nacque dopo il IV secolo d.C. sul Monte Patrarquara dove i nostri avi costruirono il loro paese e lo realizzarono con certosina pazienza: una casa appollaiata all'altra, divise le una delle altre, soltanto da vicoli, viuzze, erte tutte a gradoni selciati. Nel 1557 la Città, che a quel tempo si chiamava Montefortino, subì la totale distruzione ad opera delle guarnigioni pontificie: fu incendiata, rasa al suolo, e fu oggetto dell’esercizio crudele dell’aratura e semina del sale come a dire “qui non deve crescere più nulla”.

Ma, fedele al suo motto Ex Cinere Resurgo, la Città fu ricostruita e successivamente divenne la cittadella privilegiata del Cardinale Scipione Borghese il più grande mecenate del rinascimento italiano, che ne era divenuto proprietario nel 1615. Degli antichi fasti restano l’Arco Borghese, la monumentale porta d’ingresso alla Città; il Palazzo Borghese, e l’impianto urbanistico del Centro Storico.

Montefortino divenne Artena a Febbraio del 1873 e da quel momento la comunità ebbe una crescita sociale, civile e morale di assoluto spessore, conquistando prima di tutte le altre Città, ogni fase del progresso tecnologico. La II Guerra Mondiale distrusse gran parte dell’abitato e la tragedia culminò con il bombardamento di Santa Maria del 31 Gennaio 1944. Gli aerei alleati bombardarono l’edificio sacro mentre all’interno avevano trovato rifugio sacerdoti, fraticelli e numerosi civili. Perirono tutti sotto le macerie. Anche da quell’occasione Artena seppe rinascere e ricostruirsi e così proiettarsi verso il XXI secolo.