Città della Cultura della Regione Lazio

Progetto a cura di:

MISSIONE FOTOGRAFICA

Location: Colleferro, Paliano, Artena, Labico, Valmontone

 

La scelta del termine "missione fotografica" viene ripresa dal progetto francese DATAR degli anni ’80. Deriva da una decisione politica di dare una forma innovativa ad un progetto fornendo al tempo stesso legittimità istituzionale.

 

In effetti, il termine "missione" richiama sia la storia della fotografia da un lato sia la cultura d'azione di DATAR come capo progetto dall'altro. Si riferisce alla prestigiosa Missione Eliografica del 1851, considerata la prima commissione istituzionale relativa ad un territorio nazionale. Fa eco anche al vocabolario che definisce una "missione" come "un compito permanente o occasionale assegnato a una persona o un gruppo per un'azione specifica".

 

Inoltre, il termine "missione" serve a distinguerlo da altri tipi di relazioni tra l'istituzione e gli artisti. L'obiettivo qui è proporre un nuovo quadro, che combini i vincoli di una commissione con la libertà di creazione. Una missione fotografica può quindi essere definita come un ordine istituzionale che copre un determinato territorio rivolto a fotografi considerati artisti.

Lo sviluppo di questo quadro di "missione" è accompagnato da un esplicito impegno a utilizzare il progetto per dare l'esempio di un approccio nuovo e concreto alle commissioni pubbliche con un ruolo di sviluppatore del territorio.

 

La missione fotografica fa parte di una riflessione politica sul territorio, che si focalizza in questi anni sul concetto di paesaggio sia naturale che urbano. La fine degli anni '70 vede emergere un movimento di riflessione interdisciplinare su questo concetto, quando l'euforia dello sviluppo industriale e sociale del boom postbellico lasciò il posto alle preoccupazioni ambientali e alla ricerca dell'identità territoriale, temi ancora di attualità in un momento di trasformazione sociale ed industriale del territorio.

 

Il paesaggio è diventato il punto focale e la traduzione di questi problemi. Ci aiuta a vedere e ci rende consapevoli dei cambiamenti e delle conversioni in corso. È diverso da una mappa che fornisce una mappatura delle componenti del territorio senza alcun effetto. Una mappa non offre una rappresentazione adeguata di queste trasformazioni territoriali. Il paesaggio, tuttavia, sembra offrire possibilità molto più ricche, prendendo un punto di vista specifico, ancorato nello spazio e nel tempo.

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