Città della Cultura della Regione Lazio

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PALIANO

Cenni storici

 

Paliano sorge su un colle alle pendici dei monti Prenestini ed Ernici, da cui domina la valle del Sacco. I primi insediamenti nel territorio risalgono all’età del bronzo, poi all’attività degli antichi popoli italici: Ernici, Equi, Volsci, Latini e Romani. Paliano nacque per incastellamento intorno all’XI secolo. Vicariato dei Conti di Segni-Valmontone nel 1378, Paliano passò ai Colonna nel 1425 per ordine di papa Martino V e nel 1569 fu innalzato a Principato da papa Pio V.

 

Nel 1870 fu annesso per plebiscito al Regno d’Italia e dal 1° gennaio 1927 assegnato alla neonata provincia di Frosinone. Durante la Seconda guerra mondiale, Paliano subì l’occupazione tedesca e ingenti bombardamenti aerei fino all’arrivo delle truppe sudafricane, il 4 giugno 1944. Il dopoguerra repubblicano si aprì con la formazione, su decreto prefettizio, della prima giunta democratica che avviò la ricostruzione.

 

Principali monumenti

 

Le Mura Castellane Di origini medievali circondano il borgo per un perimetro di circa tre chilometri. Lungo le mura si aprono tre porte d’accesso: Porta Romana, a ovest, Porta Napoletana, a sud, Porta Furba, a est.  

La Fortezza Colonna Progettata da Giovanni Sallustio Peruzzi, è un esempio tipico di architettura militare del Cinquecento. Contiene un ciclo di affreschi, commissionati nel 1575 da Marcantonio Colonna a Tiburzio Spannocchi e Paolo Veneziano da Tagliacozzo, che celebrano il suo trionfale ingresso in Roma dopo la vittoria nella Battaglia di Lepanto (1571). Nel 1844 la Fortezza fu ceduta da Aspreno Colonna alla Santa Sede e adibita a casa penale. Dal dopoguerra è diventata prima carcere mandamentale e sanatorio poi, alla fine degli anni ’70, istituto penitenziario.

Il Palazzo Ducale o Palazzo Colonna. Nel 1620 Filippo I Colonna avviò la costruzione del palazzo di famiglia. Il Palazzo ospita la Sala delle Armi, in cui sono conservati trofei di guerra tolti ai Turchi a Lepanto, armi antiche e ritratti di vari personaggi. Nella cripta sotterranea sono sepolti i componenti della famiglia Colonna del ramo di Paliano morti fino al 1987.

La Collegiata di Sant’Andrea Apostolo. Costruita nel Cinquecento su committenza dei Colonna e trasformata in pantheon della famiglia da Filippo I.  Antonio Del Grande diede all’edificio l’aspetto attuale, tra il 1640 e il 1666. Risale al 1727 l’installazione dell’organo costruito da Cesare Catarinozzi.  

La Selva. Area verde di quasi cinque ettari con boschi, vigne, prati e laghi artificiali. Nata nel 1974 come riserva naturalistica per volontà del principe Antonello Ruffo di Calabria, oggi l’area è un Monumento Naturale gestito dall’Agenzia Regionale per i Parchi.  

La Mola dei Piscoli. Casale fortificato posto sul fiume Sacco (l’antico Tolerus o Trerus), tra le località di Colle Rampo e Polledrara. Proprietà dei Colonna dal 1332, il complesso è costituito dai resti di una duecentesca torre di vedetta, una cinta muraria e un fossato con mulino.  

Le Catacombe di San Quirico. Cimitero paleocristiano scoperto nel 1912, durante i lavori di scavo di una cava di pozzolana sulla via Prenestina. Dallo studio delle iscrizioni e dei materiali rinvenuti nel 1913 dall’archeologo Orazio Marucchi, si è potuto datare il sito tra il IV e il V secolo d.C.

Il Convento dei Padri Passionisti. Situato in località Santa Maria di Pugliano, fu costruito nel 1755 e consacrato da San Paolo della Croce, il fondatore dell’Ordine. Ospita una biblioteca che conserva antichi manuali di medicina, incunaboli e testi liturgici.  

Il Casale di Colle Gianturco. Fu la casa di Santa Maria Goretti, che vi abitò con la famiglia dal 1896 al 1899.  

La Palestra Comunale. Il Gymnasium fu progettato nel 1979 da Massimiliano Fuksas. Comparsa sulla rivista francese d’arte L’architecture d’Aujourdhui, rappresenta una delle opere più significative dell’architettura contemporanea italiana in Ciociaria.